Pubblicato nel 1991 dalla World Serpent Distribution — l'etichetta/distributore britannico che per tutti gli anni Novanta ha fatto da hub per la galassia del neofolk e dell'apocalyptic folk europeo — Gilded by the Sun è il primo album di Fire + Ice, progetto guidato da Ian Read, che proveniva dall'esperienza in Current 93 e Death in June come collaboratore prima di mettersi in proprio. È un disco che si colloca saldamente nel vocabolario sonoro del genere così come si era consolidato a fine anni Ottanta: chitarra acustica fingerpicked, voce baritonale quasi recitativa, arrangiamenti scarni che lasciano ampio spazio al testo. Rispetto ai lavori più dissonanti e sperimentali di Current 93 dello stesso periodo, Read lavora su una materia più apertamente melodica, debitrice del folk revival britannico anni Sessanta-Settanta (Comus, certi Incredible String Band) più che dell'industrial da cui l'intera scena era partita. "Gilded by the Sun" e "Pagan Love Song" costruiscono melodie quasi ballad, mentre "Weeping Elm" rallenta ulteriormente il passo in un registro più elegiaco, quasi da canto popolare raccolto sul campo piuttosto che composto. Testualmente, il disco attinge a un immaginario pagano e naturalistico — cicli stagionali, simbolismo solare, una mitologia vagamente nord-europea — che è il tratto comune di gran parte del catalogo World Serpent dell'epoca. È un repertorio di immagini che il genere ha sempre trattato in modo ambiguo: a seconda dell'ascoltatore e del contesto critico, può essere letto come recupero romantico di un paganesimo pre-cristiano in chiave puramente estetica, o come territorio limitrofo a un più ambiguo discorso identitario europeo che buona parte della scena neofolk britannica degli anni Novanta ha attraversato senza mai chiarire fino in fondo da che parte stesse. Non è una domanda a cui questo sito ha gli strumenti per rispondere in modo definitivo, e non la risolviamo qui: la citiamo perché è parte della ricezione storica del disco, non perché vogliamo prendere posizione. Musicalmente, resta un lavoro ben eseguito all'interno delle convenzioni piuttosto rigide del genere, senza la stessa ambizione compositiva dei dischi più noti di Current 93 o la carica melodica più immediata di certo Death in June coevo — un disco di scuola, utile per capire la grammatica comune a tutta quella stagione, più che un vertice espressivo isolato.
L'IA sta riascoltando l'album per te...