| # | Titolo Brano | Durata |
|---|---|---|
| 1 | Phaedra | 17:39 |
| 2 | Mysterious Semblance at the Strand of Nightmares | 09:55 |
| 3 | Movements of a Visionary | 07:56 |
| 4 | Sequent C' | 02:18 |
Registrato ai Manor Studios con Edgar Froese, Christopher Franke e Peter Baumann, è il primo disco della band per la neonata Virgin Records e il primo a fare uso sistematico del sequencer Moog analogico — strumento che a quel tempo Franke stesso doveva riparare e ricalibrare continuamente durante le session, dato lo stato ancora sperimentale della tecnologia. La title track occupa l'intero primo lato: diciassette minuti costruiti attorno a un pattern di sequencer che deriva lentamente di intonazione per instabilità del circuito stesso, un difetto tecnico che il gruppo decide di lasciare in mixaggio invece di correggere, trasformando un errore hardware in elemento compositivo. Il secondo lato procede per accumulo di frammenti più brevi — Mysterious Semblance at the Strand of Nightmares, costruito su un mellotron che simula un coro senza mai risolversi in melodia, e Movements of a Visionary, dove il sequencer torna a un tempo più meccanico e ripetitivo. L'assenza quasi totale di percussioni tradizionali lascia che la forma del disco sia dettata interamente dal timbro e dalla sua evoluzione nel tempo, più che da una struttura armonica riconoscibile. Il nesso con l'iperstizione qui è nel dispositivo stesso più che nel contenuto: un sistema meccanico (il sequencer, con la sua deriva analogica incontrollabile) viene lasciato libero di produrre un risultato che nessuno dei tre musicisti aveva previsto in partenza, e quel risultato viene poi accettato come opera compiuta. La macchina genera un'idea preesistente, in un processo che anticipa di vent'anni l'estetica della musica elettronica generativa e la logica stessa dei sistemi che si autoprogrammano. Phaedra è generalmente considerato il disco che porta il Berlin School of electronic music fuori dal circuito underground tedesco, aprendo la strada commerciale che band come Kraftwerk avrebbero poi percorso in direzione più pop, e resta un riferimento diretto per gran parte della musica ambient ed elettronica strumentale successiva.
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