Within the Realm of a Dying Sun

Within the Realm of a Dying Sun

Dead Can Dance


Anno 1987
Etichetta 4AD
Tracce 8 Brani

Tracklist

# Titolo Brano Durata
1 Anywhere Out of the World 4:35
2 Xavier 5:04
3 Song of Sophia 3:35
4 Cardinal Sin 4:34
5 Summoning of the Muse 4:11
6 Dawn of the Iconoclast 6:12
7 Persephone (The Gathering of Flowers) 4:37
8 Filigree & Shadow 4:50

Recensione Ufficiale

Terzo album del duo australiano Lisa Gerrard e Brendan Perry, registrato subito dopo il trasferimento a Londra e l'ingresso nella scuderia 4AD, l'etichetta che in quegli stessi anni ospitava Cocteau Twins e This Mortal Coil. Il disco segna il momento in cui Dead Can Dance abbandona quasi del tutto la componente post-punk dei primi lavori per costruire qualcosa di più vicino a una liturgia immaginaria: musica sacra per una religione che non è mai esistita, assemblata da frammenti di canto gregoriano, musica medievale europea e vocalità non occidentali. Il disco è diviso in due facciate dal carattere opposto, quasi due dischi in uno. Il lato di Perry (Anywhere Out of the World, Xavier, Cardinal Sin) lavora su un baritono profondo e arrangiamenti orchestrali scuri, con testi che citano apertamente Rimbaud. Il lato di Gerrard (Summoning of the Muse, Dawn of the Iconoclast, Persephone) abbandona quasi del tutto la lingua inglese in favore del suo celebre "glossolalico" — una vocalità inventata, priva di significato semantico ma costruita per suonare come un rito sacro di provenienza incerta, mediorientale o balcanica solo nell'orecchio di chi ascolta. Il nesso con il dossier sull'Occulture e la Chaos Magick di questo archivio è diretto nel metodo prima ancora che nel contenuto: Dead Can Dance costruisce un apparato rituale — canto in lingua inventata, iconografia religiosa fuori contesto, arrangiamenti che imitano musica sacra di più tradizioni contemporaneamente — senza aderire a nessuna fede specifica. È esattamente il principio operativo della chaos magick applicato alla forma canzone: qualsiasi sistema di credenza, o qui qualsiasi estetica religiosa, può essere temporaneamente adottato come strumento per produrre un effetto reale sull'ascoltatore, a prescindere dalla sua verità storica o teologica. Within the Realm of a Dying Sun resta il disco che consolida l'identità matura di Dead Can Dance, quella che li porterà nel decennio successivo a essere associati tanto alla scena dark wave quanto a un pubblico più ampio interessato a musica "world" e neoclassica, nonostante il gruppo non si sia mai davvero riconosciuto in nessuna delle due etichette.

✍️ CP 03/09/2026
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