CATEGORIA: Teoria
PRIMA OCCORRENZA: Pratica diffusa nell'ambiente CCRU e post-CCRU, formalizzata retrospettivamente attorno a Reza Negarestani, anni 2000-2010
RISCHIO: ALTO
DATA: 2026-08-26
TEORIA-FICTION (theory-fiction) — modalità di scrittura che rifiuta la distinzione tra saggio filosofico e narrativa speculativa, presentando argomentazioni teoriche rigorose incastonate in una cornice fittizia (un manoscritto ritrovato, un rapporto di intelligence, un romanzo horror) senza mai segnalare al lettore dove finisce l'una e comincia l'altra.
Il caso più citato è "Cyclonopedia" di Negarestani, presentato formalmente come romanzo ma contenente apparati bibliografici, note a piè di pagina e argomentazioni filosofiche indistinguibili da un vero saggio accademico — al punto che porzioni del testo sono state citate in sedi accademiche come se fossero tesi argomentative dirette, non narrazione.
Il nodo con l'iperstizione è strutturale, non solo tematico: la teoria-fiction è il formato letterario che meglio corrisponde al meccanismo iperstizionale stesso — un testo che non permette al lettore di stabilire se stia leggendo una descrizione o una produzione della realtà, esattamente perché quella distinzione è ciò che l'iperstizione erode.
Segnale rilevato in: gran parte della produzione post-CCRU (Land, Negarestani, Mackay), la crescente porosità tra paper accademici e worldbuilding speculativo nei circoli di ricerca sull'IA, la retorica di alcuni whitepaper cripto che adottano deliberatamente lo stesso registro ambiguo.
STATO: segnale non risolto per costruzione — il formato stesso rifiuta la classificazione binaria "vero/falso" o "saggio/narrativa" su cui si basa normalmente l'archiviazione bibliotecaria.
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FASCICOLI COLLEGATI // 1 NODI ATTIVI