Nel 2006, mentre il nu-metal già cominciava a marcire sotto il peso del proprio successo, la vecchia etichetta di Korn ha eseguito un dump aggressivo di materiale vivo e tossico: Live & Rare. Un bootleg semi-ufficiale che cattura la band nel momento di massima ferocia da palco. Il cuore del disco sono le sette tracce registrate il 24 novembre 2003 al CBGB di New York – quel cesso sacro del punk che stava per chiudere i battenti. Jonathan Davis vomita le sue nevrosi in un microfono wireless mentre Munky e Head scaricano down-tuned 7-string riffs (probabilmente Ibanez Universe o K7) attraverso pile di Marshall o Mesa Boogie, con low-end così pesante da far tremare le fondamenta del locale. Fieldy pompa basse slap-funk distorti e David Silveria martella una batteria acustica/ibrida con precisione chirurgica e violenza tribale. Tecnica di registrazione live aggressiva: presa diretta con bleed massiccio, PA cranked fino al feedback fisico, mixing post-prodotto da Frank Filipetti che ha lasciato intatta la sporcizia del palco. Niente heavy compression da studio: i transienti delle chitarre 7-string restano taglienti e brutali, le casse della batteria hanno un punch secco e animale, mentre la voce di Davis – tra spoken word malato, scream gutturali e melodia disturbata – risulta esposta, rauca, piena di plosive e saliva. Il suono è denso, mid-forward, con quella saturazione tipica dei sistemi live degli early 2000. Did My Time, Blind, Falling Away From Me, Right Now, Got the Life, Here to Stay e Freak on a Leash diventano qui versioni potenziate, più cattive e sudate rispetto alle controparti da studio. Il groove è un martello pneumatico in 4/4 nu-metal che non concede respiro: low-BPM downtuned sludge alternato a breakdown. Il resto del pacchetto : due tracce da Woodstock ’99 (My Gift to You e ADIDAS) La cover di Another Brick in the Wall da Projekt Revolution (con quel wall of sound nu-metal che trasforma Pink Floyd in un incubo industrial). La devastante versione di One dei Metallica dall’MTV Icon (Munky che fa a pezzi l’assolo con whammy bar e pinch harmonics). E i veri “rare”: Proud (dal soundtrack) e la cover di Earache My Eye dei Cheech & Chong con Chino Moreno.
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