Terzo album in studio di Kendrick Lamar, registrato con un ensemble di musicisti jazz e funk dal vivo — Thundercat, Kamasi Washington, Robert Glasper tra gli altri — invece del campionamento digitale prevalente nell'hip hop contemporaneo. Il disco costruisce una narrazione unica attraverso i sedici brani, chiusa da una poesia che Lamar recita e amplia progressivamente traccia dopo traccia, fino a rivelarsi nel finale come lettera indirizzata a Tupac Shakur, ricostruita da un'intervista d'archivio in cui Lamar sembra dialogare con un artista morto quasi vent'anni prima. Wesley's Theory apre il disco con un campionamento di Boris Gardiner trattato attraverso un basso funk quasi psichedelico, mentre King Kunta costruisce un groove quasi James Brown sopra un testo che rivendica autenticità artistica contro l'industria discografica. u, tra i brani più esposti del disco, mette in scena un crollo psicologico quasi in tempo reale, con la voce di Lamar distorta e frammentata fino a perdere coerenza, mentre Alright, il singolo più noto, diventa quasi immediatamente inno delle proteste del movimento Black Lives Matter — un'appropriazione collettiva che Lamar non aveva previsto ma che il disco, per costruzione tematica, rendeva quasi inevitabile. Il nesso con Kodwo Eshun qui è diretto: il suo lavoro tratta il jazz e la musica afrodiasporica come tecnologia speculativa capace di immaginare futuri alternativi al racconto dominante della modernità occidentale, e To Pimp a Butterfly applica esattamente questo principio innestando il free jazz e il funk più politicizzato degli anni '70 (Parliament-Funkadelic, lo stesso George Clinton compare nel disco) dentro una narrazione contemporanea sulla violenza razziale sistemica e la responsabilità individuale all'interno di quella struttura. Il titolo stesso — un gioco di parole su "pimp" e "butterfly" — allude alla trasformazione del bruco in farfalla come metafora di un'ascesa personale che rimane comunque intrappolata dentro logiche di sfruttamento. To Pimp a Butterfly vince il Grammy per il miglior album rap e viene generalmente considerato uno dei dischi più influenti del decennio, il punto in cui l'hip hop mainstream americano assorbe esplicitamente il lascito del free jazz e della coscienza politica nera degli anni '60-'70 senza diluirne la complessità formale.
L'IA sta riascoltando l'album per te...