White Pony

White Pony

Deftones


Year 2000
Label Maverick / Reprise Records
Tracks 11 Tracks

Tracklist

# Track Title Duration
1 Feiticeira 4:35
2 Digital Bath 4:14
3 Elite 4:37
4 Rx Queen 4:44
5 Street Carp 3:04
6 Passenger 5:16
7 Change (In the House of Flies) 4:56
8 Korea 3:16
9 Teenager 4:24
10 Knife Prty 4:36
11 Pink Maggit 6:11

Official Review

Terzo album della band, registrato con Terry Date dopo un periodo di tensioni interne (il chitarrista Stephen Carpenter e il cantante Chino Moreno arrivano quasi a interrompere la collaborazione durante le session), White Pony segna il momento in cui i Deftones abbandonano la componente più diretta del nu metal per una scrittura basata su texture, dinamiche sospese e silenzi prolungati. Frank Delgado, tastierista già presente nei lavori precedenti solo come turnista, entra qui in pianta stabile: il suo contributo elettronico — sample, synth, ambientazioni distorte — diventa parte strutturale dell'arrangiamento. Digital Bath costruisce la tensione per accumulo, alternando arpeggi puliti e distorsioni improvvise senza mai risolvere in un ritornello convenzionale. Change (In the House of Flies), il singolo più noto, lavora per sottrazione: la strofa resta quasi statica, la voce di Moreno si muove in falsetto su un giro di chitarra minimale, e l'esplosione arriva solo nel bridge finale, subito riassorbita. Passenger, duetto con Maynard James Keenan dei Tool, mette in scena due registri vocali opposti — il sussurro di Moreno contro il baritono di Keenan — come due entità che si contendono lo stesso spazio sonoro senza mai fondersi del tutto. Il titolo del disco, secondo quanto dichiarato dalla band, allude a una fantasia sessuale ricorrente di Moreno legata a una figura femminile immaginaria: un'ossessione privata trasformata in principio organizzativo dell'intero lavoro, qualcosa che attraversa i testi senza mai essere nominato in modo esplicito. È un meccanismo che si presta bene alla lettura iperstizionale con cui è stato scelto per il catalogo: una figura fittizia, evocata per frammenti, che finisce per strutturare concretamente la produzione — arrangiamenti, atmosfere, persino la sequenza dei brani — fino a diventare più reale, nei suoi effetti, della sua origine puramente immaginaria. White Pony viene generalmente considerato il disco che ha spostato la percezione critica dei Deftones fuori dal recinto del nu metal di fine anni '90, avvicinandoli piuttosto a un'area di confine tra rock alternativo, shoegaze e musica elettronica — territorio che la band avrebbe poi esplorato più esplicitamente nei lavori successivi.

✍️ CP 27/08/2026
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